martedì 5 giugno 2007

Finzione

Fingo di essere bella, intelligente, dolce e divertente in questo mattina di sole e bancarelle, tu mi parli veloce mentre passeggiamo tra i banchi di un mercato qualunque ed ammiri quasi estatico il mio sorriso leggero nell'aria tiepida di un sole che sbuca tra nuvole di panna montata, e non sai che è tutta finzione, che nel mio animo sono disperata e triste e lacrimosa e noiosa e stupida, ma io continuo a fingere per compiacerti, per sedurti verso il baratro della mia solitudine, e tu quasi ammiri la tela che ti cattura e mi domando se tu sia ciò che desidero o solo l'ennesimo capriccio di una vita vuota ed insensata.

sabato 2 giugno 2007

La tua voce

Sollevo la cornetta del telefono titubante e compongo molto lentamente il tuo numero, fermandomi ancora un istante prima dell'ultima cifra e trattengo il respiro mentre ascolto i trilli che ti distolgono dalla tua cena solitaria, gli occhi fissi ad uno schermo che ti tenga compagnia impedendoti di pensare alle decisioni che ti hanno portato fino a quella stanza squallida in un mondo al quale ti aggrappi ferocemente per non dover più volare e precipitare e soffrire e perderti e allunghi la mano ad afferrare il telefono con un certo fastidio e rispondi "Pronto" ed il mio cuore ha un sussulto ma non riesco a proferire parola e percepisco i tuoi respiri, e so che tu hai capito che ci sono io al di là della tua vita e del tuo spazio e rimaniamo in silenzio ad ascoltare la nostra solitudine.

giovedì 31 maggio 2007

Cielo

Alzo gli occhi verso il cielo e vedo scorrere nuvole veloci spinte da un vento impetuoso e costante in questo pomeriggio di inizio estate, ed una canzone lontana di cui percepisco solo parole smorzate ed una melodia che mi riporta alla memoria istanti che mi paiono perduti, un sorriso gentile ed una mano pronta ad afferrarmi ed ora sono rimasta sola, con gli occhi rivolti al cielo in attesa di un nuovo sogno da inseguire per riuscire ancora a far volare questo mio cuore dolente per un amore che era solo illusione.

lunedì 28 maggio 2007

Uno mas

Mi appoggio al bancone ed ordino ancora
un aperitivo in attesa del tuo arrivo ed il barista mi sorride comprensivo, versando una dose generosa di rum per placare il mio evidente stato di nervosismo e cerco di sorseggiare lentamente per procrastinare il momento in cui dovrò dolorosamente ammettere che tu non arriverai. Barcollo solo un poco, sai che non reggo l'alcool, rientrando a casa ancora una volta sola, infilo lentamente la chiave nella toppa e crollo addormentata dopo essermi liberata in fretta da quei vestiti che avevo indossato con l'intenzione di compiacerti. Al risveglio un sordo mal di testa mi accompagna fino in strada e tu sei lì, mi guardi torvo e mi domandi cosa mi abbia così malridotta.

mercoledì 23 maggio 2007

L'ultima notte


Sapevo di commettere un errore, eppure non riuscii ad impedirmi di toccare la sua pelle morbida, e ricoprirla di baci sempre più violenti mentre lei giaceva immobile e remissiva, e pensai di non dispiacerle, e mi illusi che avrei potuto di nuovo possederla come un tempo e le carezze si fecero più audaci, e mi infilai voglioso in lei e lei lasciò per un attimo fare, incapace di reagire ma. Si scansò all'improvviso, in preda a convulsioni di pianto che le straziavano il petto e l'anima, e mi ritrovai a guardarla mentre il dolore le impediva anche solo di parlare, conscio che tra noi non avrebbero più potuto esserci baci e carezze ma solo lacrime. Sarebbe stata la nostra ultima notte.

domenica 20 maggio 2007

Una sera qualunque

Girovagai tranquilla, lasciando che il tepore di una sera qualunque risvegliasse in me desideri ormai sopiti di una mano gentile che mi sfiorasse, e sorridevo ebete al frinire delle cicale domandandomi oziosamente dove tu fossi, in quel preciso istante. Così, chiudendo gli occhi, non potei non immaginarti sdraiato in un letto lontano, silenzioso, gli occhi fissi al soffitto a domandarti se infine io avessi dimenticato il dolore che mi avevi volontariamente causato, nell'invano tentativo di allontanarmi da te, e avrei voluto urlarti che avevi fallito, ma tra noi ormai scorreva un oceano di lacrime e tristezza, e davvero, davvero avrei voluto che il pensiero di te mi abbandonasse, in quella sera qualunque di vento e stelle.

sabato 19 maggio 2007

Segreto

Ti vedo, chiuso in quella stanza con una finestra che si affaccia sul nulla, eccitato dalle tue stesse fantasie ed un po' imbarazzato, mentre accarezzi nervoso il tuo sesso duro sbirciando la vita al di là dei vetri e non vorresti sentirti in colpa ma lo fai, e ti vergogni della forza con cui il tuo corpo esige un piacere che vorresti concedergli in questo pomeriggio di sole e caldo e sudore che scivola lungo il tuo petto, rendendoti conscio come non mai della passione che scuote i lacci in cui hai voluto imbrigliarla, e ti abbandoni e lasci che le tue mani scivolino sapienti su di te e gemi e vorresti, vorresti davvero poter fermarti ma ormai sei andato troppo oltre e chiudi gli occhi per assaporare quell'istante di piacere che scuote le membra e la tua solitudine.

sabato 12 maggio 2007

Venere di carta

Passo in bicicletta davanti al tuo negozio, solo per sbirciarti una volta ancora, e tu sei lì, aria annoiata e triste, allora non resisto e mi fermo per scambiare appena due parole, e tu mi sorridi con i tuoi occhi neri ed un po' lucidi, così non posso che domandarmi se stessi piangendo, a chi stessi pensando, mentre le ore scorrono calde in questi giorni di vento e cielo azzurro. Poi inforco la mia bici e pedalo via, ma prima ti prometto che tornerò, e quasi sembri felice, anche se è solo una mia illusione e tu mi sorridi ancora una volta, e non sai quanto tu sia bella nella luce calda di questi giorni di maggio.

martedì 8 maggio 2007

Mattina


Un'altra mattina in cui apro gli occhi ed all'improvviso ricordo che tu non ci sei e cerco prepotentemente di non ricominciare a piangere, sforzandomi di trovare solo un motivo per alzarmi dal letto ormai troppo sfatto (ed anche questo mi fa riaffiorare violento il ricordo di te), poi sbircio dalla finestra il profilo delle montagne appena sfiorate da un sole nascente e le ultime cime innevate e sorrido per un istante, e non importa più nulla, scendo dal letto e girovago lasciando che il tempo scorra inutile come non mai.

sabato 28 aprile 2007

Veloce

Acceleri in mezzo al traffico di una sera qualunque, ed io sbircio le tue mani nervose sul volante, conscia che stai guidando la mia vita altrove, ed i tuoi occhi attenti ad inseguire possibili traiettorie mentre io taccio fantasticando su questo viaggio che mi porterà ancora una volta lontano, ma da cosa ancora non l'ho capito. Poi accendo la radio, canzoni d'altri tempi, di altre vite e canticchio piano e mi pare quasi che tu stia sorridendo, sbirciandoti di sbieco mentre le luci scorrono veloci nei miei occhi e so che non avresti voluto partire con me, ma ora sono qui, mentre tu scivoli veloce in mezzo ad una notte di traffico e sogni.

mercoledì 25 aprile 2007

Contatto

Sediamo ai tavolini di un caffè all'aperto in una sera di afa zanzare vino e chiacchiere vuote a riempire imbarazzanti silenzi di esistenze che non si sono mai incrociate, e tu ti strofini insistentemente addosso a me, e non sei nemmeno un cane attratto dai miei ormoni, ma ti comporti come tale ed un po' mi scappa da ridere mentre occhieggio la tua prorompente consorte ignara di tutto e tu mi sfiori e ti accoccoli e mi cingi e la tua pelle pare incollata alla mia, e le tue parole leggere a poco a poco si trasformano in domande inopportunamente intime ed io rispondo con ingenuo candore turbandoti, e poi si fa tardi ed è ora di andare via e ti saluto distante così torni ad essere uno sconosciuto, e questa notte non pare mai essere stata vissuta.

venerdì 20 aprile 2007

La mattina dopo


Di nuovo un momento di debolezza e solitudine, e tu riappari in forma di frasi digitali su uno schermo che brilla fioco nella notte, e parole che non oseremmo mai pronunciare fuoriescono dalle nostre dita su una tastiera che diventa la nostra pelle da sfiorare veloce, a far crescere un'insana eccitazione che non riesco a spiegare, e la mattina dopo mi ritrovo a fantasticare sul tuo volto che non ho mai visto, cercandolo tra una folla di sconosciuti per le vie della tua città, e so che, se anche tu mi fossi accanto, non mi degneresti nemmeno di uno sguardo.

giovedì 19 aprile 2007

Ritornare

Certo, sarebbe stato più semplice fingere che nulla fosse accaduto, e ritornare alla vita di prima, come se questi ultimi mesi non fossero mai stati vissuti. Ma guidando lenta tra il traffico di un giorno di sole e smog, mi sentii per la prima volta davvero estranea al mondo che mi circondava ed al quale ormai sapevo di non appartenere, non più. Così mi ritrovavo ancora una volta sospesa tra ciò che non sarebbe mai stato e ciò che non sarebbe più stato, in attesa di una terza via, un passaggio laterale nel quale intrufolarmi in attesa di un nuovo raggio di luce che mi guidasse fuori da quella strada senza uscita.


lunedì 16 aprile 2007

La foresta di pietra

Infine mi sedetti alla base di una delle enormi colonne che formano la più meravigliosa foresta di pietra del mondo, e solo chi ci è stato sa di cosa io stia parlando, e tutto era immobile e stranamente silenzioso, così rimasi invano, come sempre, in attesa di un segno che spiegasse la strada che mi aveva condotta fino a lì, e l'aria tiepida di una dolce primavera egiziana a poco a poco accarezzò il mio volto ancora rigato di lacrime, e forse qualche ignaro turista sbirciò quelle gocce che cadevano ad innaffiare le radici di quegli enormi tronchi di pietra che svettavano verso un cielo di luce e verità.

lunedì 2 aprile 2007

Fine

Sono uscita da quella porta asciugando l'ultima lacrima di un'illusione svanita con le prime piogge di primavera, ed ancora frastornata ammiro il sorgere del sole di un nuovo giorno, con una nuova valigia da riempire ed un amore sbagliato (perché? perché anche questa volta?) da dimenticare. Ma non potrò mai scordare le sue strane espressioni sghembe, le sue dita che si attardavano sempre un istante di troppo sfiorando le mie, i suoi sorrisi perplessi ed il suo profumo di erba appena tagliata, la ciotola piena d'acqua e mutande e spazzolone e "tu sei matta". E seduti su un letto sfatto ed ingombro, mi domandasti se ne fosse valsa la pena, ed io ti diedi l'unica risposta possibile. Ne vale sempre la pena.