mercoledì 15 febbraio 2006

Skype me

C'è questo fantastico programmino per il computer, insomma un voip o qualcosa di simile, puoi parlare gratis da computer a computer con delle cuffiette (io in realtà non posso perché mi è caduto il portatile e si è rotta la presa dei jacks), puoi chattare (penso si dica così, non sono una grande esperta), e, per dare maggior credibilità allo strumento, posso dire che ne ho anche sentito parlare da Beppe Grillo... In ogni caso non è questo l'argomento, o forse sì, ma in minima parte. Consiglio comunque di provarlo, ne vale la pena (non ci intasco nemmeno un centesimo, lo giuro). Praticamente ogni giorno qualche sconosciuto usa Skype per scrivermi. Considero la cosa molto carina e molto interessante, anche un po' lusinghiera, considerato che di solito lo sconosciuto è maschio, straniero e baccaglione. O almeno penso che lo sia. Il vero problema è che io non so assolutamente quale sia l'atteggiamento da mantenere. Flirtare? Chiacchierare di politica? Interessi comuni? Sono andata completamente in crisi quando uno scultore di Austin, Texas, mi ha domandato quale fosse il mio scrittore italiano preferito. Cosa dire? Che, nonostante io abbia letto diecimila libri, non me ne veniva in mente nemmeno uno? E poi io so chi è il mio scrittore italiano preferito, ma non credo davvero lui lo conosca. Inoltre commetto sempre, e sottolineo sempre, enormi gaffes. Infine, e ciò mi inquieta molto, mi domando quale sia lo scopo. Migliorare le lingue? Tenersi in allenamento nella difficile arte della conversazione languida? Cosa? Conoscere gente? Rompere la solitaria monotonia di una giornata altrimenti vuota? Toccare l'anima altrui senza rischi per la propria?
Non l'ho mai fatto, finora, ma lancio un appello ai miei quattro lettori.
Qualcuno sa dirmi quale arcano motivo spinge a chattare con uno sconosciuto? Grazie.

1 commento:

Claudio ha detto...

Voci lontane, parole vicine, voglia di sentire ed essere sentiti, paura dell'umanità e amore per essa...