sabato 25 febbraio 2006

Possesso

Io possiedo una cosa preziosa. E' a casa, chiusa in una stanza fresca e buia. E' liscia ed ambrata, calda e umida. Il suo respiro è lento ed eccitante. E' sdraiata sul letto, in attesa che io torni, pronta ad accogliermi tra le sue braccia profumate di mirra e oro. Non deve far niente, solo aspettarmi e soddisfarmi. E' bellissima. L'ho comprata da suo padre, un mercante di Qina. La merce più preziosa che aveva in vendita. Lei mi ha seguito docile. Era pura, pura come l'acqua che sgorga nelle oasi più lontane. Ora è mia. I suoi occhi sono neri come seta di Damasco, anche se non mi guarda mai. Io so che mi vede. La sua voce soave come il vento che sfiora le fronde dei canneti, anche se non mi parla mai. Io la possiedo. E' mia. Nessun altro può vederla, nessun altro può toccarla. Lei è lì, che mi aspetta. Lei è lì, ed io vorrei solo fuggire lontano da una donna che non mi ama.

1 commento:

Claudio ha detto...

...dov'è Qina?