sabato 15 settembre 2007

Wicked game

Un piccolo, perverso gioco di parole oscene riempie le sere di fresca aria che entra indolente da una finestra dimenticata aperta, le tue mani ad accarezzare le nostre fantasie inconfessabili mentre lentamente la notte scorre silenziosa su un fiume che attraversa il deserto della nostra solitudine, e tu continui a sussurrare il tuo piacere alle mie labbra che percorrono lente la mappa del tuo corpo e tutto sembra fermarsi in un istante sospeso sui nostri giorni vuoti di settembre, le prime foglie ingiallite ed il primo languido freddo che ci spinge l'uno contro l'altro a scaldare la nostra pelle, mentre i tuoi occhi sono troppo lontani da me ed il tuo cuore sussulta appena in questo attimo di spasmodico piacere rubato ad una vita di catene e tristezza.

mercoledì 12 settembre 2007

Notte di luce

Guido lenta lungo un'autostrada vuota, uno strano senso di estraniazione come se fosse qualcun altro a tenere il volante ed a controllare l'andatura, mentre la radio sputacchia vecchie canzoni pop, i fari illuminano i catarifrangenti del guardrail, e all'improvviso mi accorgo di non sapere più dove in realtà io sia. Quella striscia d'asfalto, uguale a milioni di altre strade, mi risulta assolutamente sconosciuta e l'oscurità della notte mi impedisce di cercare nel panorama circostante un punto qualsiasi di riferimento, così rallento, smarrita, domandandomi per quanto tempo io abbia guidato senza nemmeno acorgermi che la strada intrapresa non aveva fine, e cerco un'uscita che non verrà mai, in una notte buia, illuminata solo dalle luci del mio andare.

lunedì 10 settembre 2007

Parole d'acqua

Ti tuffi indolente tra gli scogli di un pomeriggio limpido, nuotando lento verso l'orizzonte, e ripensi alle parole che stanotte hai sussurrato, oscenamente, ad una sconosciuta, e rivedi la sua pelle candida ed i suoi occhi spalancati sulle tue frasi di passione e desideri inconfessabili, il tuo piacere nel scandalizzarla con proposte che non avrebbe mai potuto accettare, e ti senti bene come non mai, mentre l'acqua rinfresca il tuo corpo che si muove piano, e sogni di incontrarla ancora, per ancora spaventarla con le tue parole d'acqua.

domenica 9 settembre 2007

Perfetto

Vivo in un mondo perfetto, una famiglia perfetta, una moglie perfetta, figli perfetti, casa perfetta, lavoro perfetto. Eppure ogni giorno sento in me crescere questa assurda smania di distruggere tutto, di vedere cosa c'è al di là di uno specchio che ogni mattina mi rimanda il mio volto stropicciato da notti insonni alla ricerca di un abisso nel quale sprofondare, per sentire un brivido che è paura e piacere insieme, come su una giostra che viaggia veloce verso ciò che non sono stato e ciò che non sarò mai e mi domando se sia un rimpianto per ciò che avrei potuto essere se non avessi scelto cotanta perfezione, se fossi rimasto un piccolo animale di passione e sogni e fughe veloci dal mio mondo fatato.

sabato 8 settembre 2007

Romance

Bellissimo ed altero, occhi rivolti chissà dove, tu mi dici parole intellettuali e supponenti, sputandomi addosso una verità che non mi appartiene, ed il mio senso di estraniazione cresce in questa sera di corpi e suoni e ombre; poi accusi il mio romanticismo dozzinale ed io rifuggo, spaventata poiché vorrei solo tu tacessi e ti spogliassi, vorrei solo che le tue labbra si dischiudessero per percorrere la mia pelle e davvero, davvero non vorrei ascoltare più la tua voce, solo sentire le tue mani su di me.

lunedì 3 settembre 2007

Salpare

Ormai non disfacevo più la valigia da mesi, mi limitavo a togliere ed aggiungere capi stagionali (via i costumi da bagno, dentro alcuni golfini pesanti), e ripartivo, ormai totalmente sradicata da ogni forma di buon senso, ed appoggiata alla ringhiera del ponte di un traghetto, il vento che sollevava impertinente la mia gonna, osservai la riva allontanarsi indolente e percepii il tuo arrivo, alle mie spalle, le tue parole roche e sussurrate che davano i brividi, così aprii la valigia appoggiata ai miei piedi e ne estrassi un maglione pesante a proteggermi dalla tua presenza e dal vento dell'autunno che arrivava nella luce di una ennesima mattina di fuga.

sabato 1 settembre 2007

Spia

L'aspetto quando rientra casa, aggirandomi indolente fra le strade calde di sole e fuoco, e la guardo passare in silenzio, solo un istante prima che il portoncino la inghiotta. Mi avvicino lento e scroscio di doccia e lei spesso canta vecchie canzoni di amori finiti, pochi minuti e la sbircio mentre nuda apre il balcone al primo piano, così spudorata e bagnata e scalza, poi scompare dietro una tenda bianca di fantasia e rimango ancora un momento ad annusare l'aria di fiori e sale prima di correre via, per conservare per un giorno ancora il ricordo del suo sorriso e della sua pelle.

venerdì 31 agosto 2007

Il dono

Mi sussurri sconcezze, quasi la mia vita sia ormai il ricettacolo di fantasie frustrate, ma non posso negarmi il piacere delle tue parole lontane, e nuvole veloci solcano i nostri cieli limpidi mentre un altro tramonto scende sulla nostra solitudine. Domandandomi ancora una volta cosa ci abbia spinto verso noi stessi, non trovo altra risposta che un tuffo negli abissi delle illusioni perdute, lunghe bracciate verso l'infinito spaventoso della mia tristezza e della tua paura e tutto, tutto diventa un gioco che abbiamo vinto imbrogliando, senza nemmeno conoscerne le regole, e ciò che rimane è una fotografia, il dono che ti faccio è un'immagine senza volto.

giovedì 30 agosto 2007

Una gita a Cefalù

Partimmo una calda mattina di metà luglio, io sedevo indolente come sempre accanto a te che guidavi veloce su un'autostrada di oleandri e luce, vestita di bianco mentre il sole accarezzava la mia pelle ormai scurita dai suoi raggi. Tu non parlavi, lo sguardo attento sulle corsie vuote, e poi fummo a Cefalù, cattedrale e vicoli e mare e granite al limone e cos'altro? Tu non sorridevi, camminavi veloce e non guardavi, il vento sollevava la mia gonna bianca e ci fermammo un solo istante vicino a quest'arco, ricordi? e rimanemmo in silenzio a riempire i nostri occhi di cielo e onde, e davvero avrei voluto essere sola.

mercoledì 29 agosto 2007

La fine di un amore

Resto lì, ferma ad osservare le rughe intorno ai tuoi occhi chiusi mentre sorridi sotto il tocco delle mie dita, e mi domandi cosa succederà ora. Conosciamo entrambi la risposta, ma per un attimo ancora ci illudiamo che quell'istante sia eterno, la mia mano che sfiora il tuo petto ed il ronzio di un condizionatore che ci rinfresca in quest'estate di fuoco e calore, poi tu ti alzi dal nostro letto di quest'ultima notte e scivoli via nel buio di una notte qualunque, e so che non ci sarai più, e so che potrei anche morirne.

martedì 26 giugno 2007

Sussurro

Avvicino lentamente le mie labbra al tuo orecchio sinistro, in modo che tu possa sentire il mio respiro lento e caldo accarezzarti il collo, e schiudo un poco la bocca, sfiorandoti appena il lobo e percepisco un fremito nascosto sotto la tua pelle che profuma di alberi e vento, di mare e sole. Tu non osi muoverti, conscio che basterebbe il più impercettibile sussulto ad appoggiare la mia bocca su di te, ed aspetti la mia voce che ti sussurri, in questa sera di sabbia e polvere, parole inconfessabili che ti facciano ancora sognare e rimani un ultimo istante a farti accarezzare dal mio respiro, ma io mi allontano, solo un po', e tu ti volti e le nostre bocche si sfiorano e l'incanto svanisce.

sabato 23 giugno 2007

Ascensore

L'ascensore scendeva sferragliando e cigolii sinistri e le tue parole di desiderio e passione riempivano le mie orecchie in quella manciata di secondi verso la strada, verso la libertà dalle tue mani smaniose sul mio vestito di seta e profumo di buono e sandali e rossetto, e poi mi ritrovai all'aperto e tu svanisti, abbagliato dalla luce di un pomeriggio caldo di mezza estate, ed io rimasi ad annusare la tua assenza, rimpiangendo le tue labbra ed i tuoi sussurri sconci.

giovedì 21 giugno 2007

Odio l'estate

La strada scorreva veloce e vento in faccia dai finestrini aperti su colline e ulivi e laggiù, in fondo, un mare azzurro di onde e sogni e lente bracciate verso il largo, rimanevo ore a guardare la costa che si allontanava mentre la corrente inesorabile mi spingeva verso l'orizzonte ed intuivo il tuo arrivo, più che vederlo, tu toglievi la maglietta e ti tuffavi indolente, i ricci impregnati di gocce come cristalli, e non mi guardavi mai, ma sapevi che ero lì, ed una sera ci incontrammo sotto le stelle di luglio e tu sbirciasti i miei piedi e i miei sandali e solo allora ti accorgesti che esistevo.

sabato 16 giugno 2007

Paura

Lei rimase nascosta ad aspettare che i suoi passi si allontanassero, trattenendo il respiro in modo che lui non potesse percepire la sua presenza. Un fremito di paura percorreva il suo corpo, e chiuse ancora un attimo gli occhi cercando di scacciare dalla sua mente la dolorosa consapevolezza che soltanto una porta chiusa a chiave li separava, e che se lui avesse provato a girare la maniglia avrebbe subito capito che lei era ancora lì, che la minaccia di andarsene era solo l'ennesima bugia. Una lacrima rotolò dai suoi occhi, scorrendo cristallina sul suo volto terrorizzato da quella presenza e si domandò per quanto tempo avrebbe avuto ancora paura, per quanto tempo sarebbe rimasta in quella casa aspettando con terrore il suo ritorno.

sabato 9 giugno 2007

Luce

Passammo le serate a bighellonare per strade illuminate da neon asettici e biancastri, vento caldo dal deserto e odore di spezie dai negozietti che sbirciavamo mentre le nostre mani si sfioravano quasi inconsce lungo i nostri passi lenti e svogliati, poi rientravamo in quella polverosa stanza di un albergo fatiscente e rimanevamo a lungo nel letto immobili a fissare il soffitto ed un ventilatore che girava stanco, e non parlavamo mai, ci bastava la presenza dei nostri corpi a riempire le nostre anime di vita e di sorrisi.