lunedì 12 novembre 2007

Cristallo nel bar di un hotel di lusso


Stringi nervoso fra le bianche dita lo stelo di un calice di vino ed il tuo sguardo vaga ancora impertinente sulle mie labbra schiuse ed annoiate di questa tarda serata di aperitivi e vuoto, poi allunghi una gamba a sfiorare la mia ed inevitabilmente rabbrividisco a quel contatto ma tu fingi di non accorgertene, e continui smanioso a fantasticare sui nostri corpi avvinti mentre io sbadiglio lenta e lascio che la mia mente insegua visioni di solitudine e calma, e rimango ad aspettare che tu mi conduca nella tua stanza per appisolarmi fra bianche coltri fresche di bucato.

giovedì 8 novembre 2007

Urlami

In quest'ultimo giorno di fumo e autunno seguo le tue orme ormai sbiadite nell'intrico perverso della mia memoria, e tu appari d'un tratto quasi evanescente ma d'improvviso urli, ed il tuo grido arriva fino quasi a me ma si disperde nel silenzio della tua assenza e così non mi resta che fingere ancora ed ancora che tu non sia andato via, e mi crogiolo nell'ambiguità delle parole che urli e un po' mi scappa da ridere e come al solito tu non sai perché.

domenica 4 novembre 2007

Una domenica qualunque

Passeggiammo indolenti per un sentiero d'autunno, potevo sentire il mio respiro freddo ed affannoso fra foglie banalmente cadute e lo scricchiolio dei tuoi passi accanto a me, poi, d'un tratto, svanisti, inghiottito da un qualche crepaccio mal celato da rami spezzati e nuvole rade, un tonfo e più nulla, mi sporsi a rimirare il tuo corpo spezzato, e da allora mai ti rividi.

martedì 30 ottobre 2007

Dolce-mente


Ancora una volta mi domandi quando parlerò di te, e mi accorgo di non aver fatto null'altro, finora, ma tu sei distratto e vanitoso e so perfettamente cosa vorresti che io scrivessi, in modo da poter solleticare ancora la tua cupida bramosia ed i tuoi sensi bisognosi di parole per provare ancora quei brividi che la mia pelle ti donò in una fredda sera di autunno ed i miei urli che trapassavano le pareti ed il soffitto per arrivare fino al cielo che ora già scolora, come il sapore delle tue labbra su di me.

domenica 28 ottobre 2007

Rubato

Un altro giorno rubato a godere delle tue mani mentre lente scorrono le ore dietro le persiane che mi obblighi a chiudere affinché nessuno spii i nostri corpi stanchi di passione e la notte scivola via in un istante e tu di nuovo scompari dai miei occhi ma non dalla mia pelle, sento ancora il tuo profumo e assonnata rivivo le sensazioni che mi hai dato, e rubo al tempo quest'istante di languido abbandono mentre il mondo continua la sua inarrestabile e rumorosa corsa verso il traguardo.

lunedì 22 ottobre 2007

Pour toi

Vorrei poter fingere che quello che è stato fra noi fosse solo una corrispondenza di lussuriosi sensi, ma. Così mi domando oziosamente cosa ti trattenga dal donarci una possibilità, cosa trattenga il tuo cuore lontano dalla mia pelle e dai miei gemiti e da parole sussurrate in una fredda notte deserta e stanca, ombre lunghe si stagliano sul tuo sguardo sfuggente e le mie mani sentono ancora la tua mancanza, e so, lo so con tutta me stessa che tu non sarai mai quello che avrei voluto, e forse per una volta importa, e me ne dolgo.

lunedì 15 ottobre 2007

Mondo

Resto ad osservare l'ultimo lembo di mondo non sommerso da fiumi di cemento plastica odio, e mi domando cosa ci abbia spinto a voler uccidere noi stessi inseguendo la vana incertezza di una felicità di oggetti, ed annuso l'ultimo soffio di aria e so che non mi rimane molto tempo per accarezzare l'erba che già rinsecca sotto i miei passi chimici e tu mi stringi la mano e mi domandi il perché, ed io non so risponderti, non ho parole per giustificare la folle idea che distruggere sia il nostro scopo, e lascio rotolare le mie lacrime su questa terra riarsa dalla mia stupida vanità e forse c'è ancora una speranza rinchiusa nei nostri cuori da liberare per continuare a far vivere il mondo oltre questo ultimo lembo di natura.

domenica 14 ottobre 2007

Cielo spinato

D'improvviso hai paura di volare in questo cielo d'aria e spine, e inventi una scusa per non dovermi sfiorare di nuovo e io annuso l'odore del tuo silenzio di riluttanti lacrime ma non importa, allungo lenta una mano ad accarezzare la tua perfetta solitudine, che è anche la mia, ed anche se tu non mi dici, io so, conosco quello che celi fra le parole fragili di questo pomeriggio d'autunno e nebbia e sbadigli mentre le ore scorrono inutili. Poi ti allontani, poi mi allontano, e resta il rimpianto di aver ancora una volta rinchiuso le nostre anime in una foglia che fluttua leggera nel vento di un cielo di spine di luce.

lunedì 8 ottobre 2007

Attesa

Aspetto che i giorni passino vuoti della tua assenza, scivolando via come acqua di un torrente crepitante e vivo immaginando il momento del tuo ritorno, la strana ansia nel rivederti e la paura che il tuo sguardo non mi sfiori più. Intanto scolora l'autunno, ed io fingo di ignorare il posto vuoto accanto a me, quando oziose scorrono queste ore inutili, prive del tocco della tua mano ed ancora temo che tu non tornerai e mi preparo ad una sorda delusione, mentre accarezzo lento la mia solitudine nei pomeriggi di un ultimo tiepido sole, luce del nord e tristi silenzi, e poi tu sei qui, accanto a me, e quasi non me ne ero accorto.

sabato 6 ottobre 2007

La strada del ritorno

Percorro a passi lenti la strada del ritorno, viali familiari e sconosciuti al contempo, volti estranei lungo il cammino e odore d'autunno nell'aria. Contemplo le foglie tenaci sui rami scossi da una brezza leggera, stormire dondolando colorate nell'aria, ancora vive, ancora urlanti. Qualche volo rado d'uccello e la strana luce di un meriggio triste, i miei passi rallentano mentre ricaccio lacrime di solitudine in fondo all'anima e la costante percezione di non arrivare mai, che i miei passi siano vani e che anzi mi allontanino dalla meta (quale poi? dove poi?), e di nuovo una opprimente sensazione di smarrimento ma d'improvviso un angolo noto, una via conosciuta ed ecco, tu sei lì in attesa di me e tutto ha finalmente un significato e riconosco la ragione del mio cammino, e quasi ti corro intorno, e quasi sono a casa.

domenica 30 settembre 2007

Metafora

Mi domandi una metafora per descrivere le tue mani su di me e la tua pelle calda sotto le mie dita ma non esistono parole che possano descrivere i brividi della mia mente nell'averti accanto e lo smarrimento dei sensi sulle tue labbra avide, e tutto ciò che posso raccontare sono le statue degli dei egizi e dei faraoni costretti nelle loro granitiche essenze ad ammirarci fremere di una vita che non è più loro ed i loro occhi spalancati sui nostri sussurri e sui nostri baci proibiti accanto ai loro corpi di pietra ed il nostro desiderio assorbito dalla polvere che aleggia sui loro sorrisi enigmatici e sui loro visi rivolti all'eternità del tuo odore sulla mia bocca, e ti accorgi anche tu che non ci possono essere metafore ma solo pelle sangue sudore ansimi et.

domenica 23 settembre 2007

Odore

Fermai l'auto in un piazzale vuoto, un viale di platani ombrosi sotto un cielo di vento e luce. Tu, seduta accanto a me, slacciasti la cintura di sicurezza, lo sguardo perso oltre il parabrezza, silenziosa nella fresca aria che entrava dal finestrino aperto. Tirasti la gonna verso l'alto, a scoprire gambe lunghe e bianche, ed oltre l'orlo intravidi il pizzo nero dei tuoi slip. "Allora, quanto, stavolta?", domandasti. Io tremavo, eccitato e vergognoso. "Quanto sei disposto a darmi?", domandasti ancora. Presi dal portafogli una banconota. Le tue mani avide la carpirono facendola svanire in un fruscio osceno. Poi lo facesti. Sfilasti lentamente le mutandine, un batuffolo di pizzo odoroso di te. Le afferrai avido. Le annusai. Ecco, il tuo odore rimase intrappolato nella mia barba. Pochi attimi di piacere, poi tu: "Allora, andiamo a casa, ora? I bambini stanno uscendo da scuola e ho un mucchio di lavoro da fare". Guardai la fede al tuo dito e mi ricordai perché ti avevo sposata.

venerdì 21 settembre 2007

Où sont-ils, les poètes?

Dove sono i poeti
quando cerco parole d’amore
da sussurrarti nelle notti buie
di quest’autunno che si avvicina?

Dove sono le belle frasi
che fanno fremere i sensi
mentre ci rotoliamo stanchi
nei nostri letti sfatti di solitudine?

Dove sono, dimmi, dove
i tuoi sussurri ardenti
e la tua pelle avida
ed i tuoi occhi chiusi
sull’ultimo palpito del mio cuore?

Sfoglio ancora le pagine
dei miei sogni perduti
a cercare il suono del nostro desiderio.

lunedì 17 settembre 2007

Parole d'assenza

Mi rigiro nervosa nel letto ed allungo una mano a sfiorare la tua assenza, il posto freddo accanto a me e la nostalgia della tua pelle tesa e bianca nelle sere fresche di un autunno che arriva, e la mia mano fruga le lenzuola stropicciate dal mio invano cercare ed all'improvviso un fremito del tuo odore intrappolato da momenti di calore mi turba a tal punto che non posso trattenere il pianto per la nostalgia di te, che sei solo fantasia, che mai violasti quelle coperte che avvolgono ogni notte la mia solitudine.

domenica 16 settembre 2007

Reietto

Entro in una stanza di folla ed all'improvviso un silenzio gelido di sguardi ostili lungo il mio corpo stanco di solitudine e lacrime, così fingo di non accorgermi di come la mia umana debolezza mi abbia alienato ogni forma di compassione in questo mondo lucente di dogmi e paradigmi e di nuovo, di nuovo! mi trovo a dover fingere un'allegria che non mi appartiene, ma il sorriso stenta a comparire sulla mia bocca arsa di sete di baci e carezze e non mi rimane che voltare le spalle e svanire in un attimo di triste consapevolezza che nulla resta, fuorché la fantasia, e mi rifugio allora in una strada che mi accoglie estraneo con i suoi passi di pietra ed i profumi del ricordo.