mercoledì 28 aprile 2010

Tramonto

Lui si allontana veloce, ora. Ogni passo risuona più fioco, l'immagine svanisce e resta una dolce malinconia che strazia le viscere, resta il sapore di un ultimo bacio sulle labbra ora bagnate di pianto, resta il desiderio mai sopito del suo tocco lieve sul mio corpo che già si dissolve, che già si sgretola per la sua assenza. La notte arriva, a riempire di buio i suoi spazi luminosi, io sono nulla ormai, le tenebre mi avviluppano e non mi resta che ululare alla luna.

5 commenti:

paolo dall'argine ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
paolo dall'argine ha detto...

Il brano è carino tranne il finale: non mi resta che ululare...una nota comica a meno che non sia voluto.
Saluti.

MBarbara ha detto...

Beh, cercavo di non essere la solita donnetta lacrimosa. Ed è ironico che una gatta ululi, no?

paolo dall'argine ha detto...

Può darsi che sia ironico però tutto il brano ha un pathos romantico e, secondo il mio parere avrebbe dovuto concludersi con un finale di questo genere. Ma potrei essere in errore.

Buona serata.

Anonimo ha detto...

emh... Gattona mia, che sia stato il mio alito vinoso???
Anton Vito, l' allupato