martedì 24 novembre 2009

Del sole che illumina le foglie d'autunno e d'altri moti dell'anima

Per un attimo temesti di non farcela, la presa era salda ma faticavi a stringere le dita e lei si dibatteva graffiandoti il dorso delle mani, il suo rantolo ti innervosiva e ti domandavi quanto avrebbe impiegato a morire, eri seccato durante quei lunghi minuti (quanti? per quanto tempo dovevi continuare a stringere e a guardare quel volto supplice e disperato?) e così pensasti di lasciar perdere, ed allontanasti le mani dal suo collo, chiazze bluastre si intravedevano nella luce fioca che un lampione riverberava da chissà dove, e lei tossì roca con conati che le squassavano il petto, poi alzò lo sguardo a sfidarti e con un filo di voce sussurrò: ancora.

5 commenti:

Galeazzo Gargiulo ha detto...

Ostrega, se questa non è violenza masochist-sadic-rosicruciana ...

Bitterkalt ha detto...

Questa è asfissia autoerotica: rende più intensa ogni stimolazione!

MBarbara ha detto...

Non riesco a trovare però nessuno che abbia il coraggio di farlo. Questi pavidi rosicruciani!

Bitterkalt ha detto...

Io sono un impavido rossocrociato, va bene lo stesso? ;-)

MBarbara ha detto...

Perfetto! Aggiungo questa perversione al mio carnet sostanzioso! Suisse uber alles (o quel che è...)