mercoledì 13 gennaio 2010

Una notte

Sedevo nella vetrina di un bar, in strada luci di taxi e passi veloci, sprofondando nella notte più buia aspettando il sonno che tardava ad arrivare. Tu entrasti distratto, troppo elegante, troppo perfetto (come sempre-non sai quanto io detesti il fatto che tu sia così impeccabile, nella tua camicia bianca, nei tuoi vestiti eleganti, con le scarpe lucide e l'ombrello appeso al braccio) e non ti accorgesti di me, eri di fretta, evidentemente. Curiosa sbirciai nella via. Lei ti aspettava in auto, controllava il suo trucco in uno specchietto, lunghi capelli biondi, labbra rosse ed una pelliccia sgargiante. Immaginai che l'avessi trovata in qualche periferia lontana. Tu ordinasti qualcosa da portare via, un paio di panini, acqua. Io sgattaiolai fuori, senza che tu te ne accorgessi. Per un attimo pensai di piangere. Solo per un attimo.


2 commenti:

Galeazzo Gargiulo ha detto...

Il termine "strada" ricorre troppe volte! Tiè

MBarbara ha detto...

Meglio così?