giovedì 24 luglio 2008

Arriva la tempesta

Cielo grigio su un'estate d'attesa, tu sorridi ad un'altra mentre io ti guardo, una maglietta bianca a proteggerti dal vento della sera che increspa appena le onde del mare e trasporta il profumo di velieri lontani. Poi d'un tratto uno squarcio fra le nuvole ed il sole illumina il mio volto stanco, e cammino lenta su un molo verso l'infinito blu di quest'estate che scolora.

giovedì 26 giugno 2008

L'aria che sa di lei

Lei è andata via, lasciando schizzi d'acqua in bagno, oggetti spostati in giro per casa ed il suo odore sulle lenzuola appena cambiate. Lei è andata via, dopo aver frastornato un po', ma non troppo, la mia vita; lei è andata via lasciando il suo odore sulle mie lenzuola, nel mio letto perfettamente rifatto, ed io resto lì, al buio, ad annusare l'aria che sa di lei, a ricordare i momenti passati insieme e ad immaginare i momenti che verranno, ad immaginare quando lei sarà di nuovo qui, quando potrò accarezzarla di nuovo, quando potrò guardarla gemere, quando potrò.

mercoledì 18 giugno 2008

Dove?

Dove ti rivedrò, anima bella? Forse sull'angolo di quella strada che curva seguendo il fiume, forse sul marciapiede di una stazione, appena sceso da un treno che arriva da chissà dove, carico di vite e di speranza. Forse su una mappa, seguendo tracciati sconosciuti, o fermo ad un semaforo in attesa del verde per ripartire. Mi basterà tenere gli occhi ben aperti per riconoscerti o dovrò affidarmi all'olfatto, al tuo odore, o basterà ascoltare il mio cuore che di colpo batterà più forte, radar che rivela la tua presenza. Ma io so dove ti rivedrò: basterà aprire la porta e tu sarai lì, ed io sarò lì.

lunedì 16 giugno 2008

Taciti gesti


Sei seduto accanto a me, ed avverto un certo imbarazzo, un'inquietudine che ti arrossa il viso e ti impedisce di guardarmi. Solo ogni tanto ti volti, fissandomi negli occhi in modo provocatorio, quasi cercassi di sfidarmi ad arrossire, quasi mi sfidassi ad abbassare lo sguardo. Io sorrido, un po' affascinata da questo giochetto malizioso, ma stranamente non avverto nessuna sensazione, solo la tua tensione inutile, mentre immagini cose che mai avverranno, mentre immagini di possedermi lì, a quel tavolo in mezzo ad una folla che pranza ignara.

martedì 10 giugno 2008

E poi

E poi venne il momento del silenzio, dei corpi stanchi abbandonati al buio, dei pensieri oziosi, dei desideri assopiti. Venne il momento in cui non c'erano più domande da porsi e risposte da inventare, il momento in cui i sogni avevano raggiunto il cielo trasformandosi in nuvole che una leggera brezza aveva dissolto piano, il momento in cui i nostri respiri avevano rallentato ed i nostri cuori avevano smesso di palpitare frenetici per quietarsi e vivere. E poi, a poco a poco, venne l'alba e ci sorprese nudi, addormentati in un letto sconosciuto, l'uno accanto all'altro, ebbri di noi stessi, ebbri del nostro amore.

giovedì 5 giugno 2008

Sento


Sento il tuo calore che riempie lo spazio fra te e me, sento il tuo respiro lento e tranquillo in questa notte fresca di tarda primavera, tapparelle abbassate che lasciano filtrare appena un po' di luce da un lampione in strada. Sento un cane che abbaia in lontananza, ed il profumo fresco delle lenzuola colorate che mi avvolgono, mentre allungo nel letto una mano a sfiorare la tua. Sento le tue dita stringere le mie, ed uno strano senso di sicurezza e pace mi pervade, come se il tuo sorriso calmo rischiarasse la mia notte, una notte fresca in cui non sono sola. Sento a poco a poco il sonno arrivare, e poi non sento più nulla.

mercoledì 4 giugno 2008

Passiva


Rimaniamo soli, in un attimo di imbarazzante silenzio. Stranamente mi guardi diretto, non l'avevi mai fatto, quasi incuriosito dalla mia presenza lì, ed io tento un abbozzo di sorriso, per rassicurarti sulla mia assoluta passività, sulla mia presunta innocenza. Avverto violenta la distanza che ci separa, avverto la tua strana ansia e la tua difesa strenua, e spezzo quel silenzio teso con una battuta sciocca, poche parole che rompano quello scudo che ergi a proteggerti (da cosa, poi? da me?). Ed il tuo sguardo limpido per un attimo sorride, per un istante soltanto le tue barriere crollano, ed io rimango inerte, ad osservare la tua luce.

mercoledì 28 maggio 2008

Ultima fermata

Sono nervosa, mentre il treno attraversa lento le pianure allagate, il sole tramonta fra alberi lontani ed argini fioriti. Sono nervosa mentre guardo il mondo scorrere fuori dal finestrino, le dita tamburellano sulle ginocchia, il rumore del treno distorce i pensieri e li culla, ovattandoli. Immagino la tua attesa, immagino le tue parole, il tuo sguardo su di me, il tuo profumo che riempie l'aria intorno a noi, ed il tuo sorriso stanco, quando questo treno si fermerà in quella stazione che quasi arriva, in questa sera di quasi estate.



domenica 25 maggio 2008

A te che io ti ho visto piangere nella mia mano, fragile che potevo ucciderti stringendoti un po’


Lei sorrise svagata, camminando lenta sotto una pioggia sottile, mentre nel suo cuore brillava il più splendente sole, lo sguardo ad inseguire una speranza appena nata, lo sguardo timoroso di perdere una speranza appena nata. Si domandava se affidare la sua vita ad un nuovo sogno, si domandava se sarebbe sopravvissuta. Ma il suo sorriso aveva dissipato ogni dubbio, i suoi occhi limpidi l'avevano incantata, e voleva rischiare, forse per l'ultima volta. Camminava svagata, e da lei irradiava una nuova luce, ed io la ammirai un istante di troppo e ne rimasi abbagliato, mentre dal cielo pioveva freddo e sottile, mentre dal cielo cadevano nuvole.

giovedì 22 maggio 2008

Al primo piano

Nonostante le finestre chiuse, a ripararsi dal caldo, le loro voci giungono fino in strada. Cerco a fatica di distinguere le parole, lui le domanda insistente dove sia stata, e lei risponde laconica "fuori", ed avverto quasi il momento in cui lui comincia a strattonarla, stringendole il braccio con troppa forza. Lei cerca di divincolarsi, "lasciami", ma lui continua, ora la spinge sul letto, il vestito di lei si alza mettendo in mostra il sesso ancora umido ed arrossato, e lui ora sa, ne ha la certezza, ed urla, ora, urla cosicché, nonostante le finestre chiuse, le parole arrivano forti in strada, arrivano forti sino a me.

martedì 20 maggio 2008

L'ultimo peccato

Lei lo osserva dalla finestra risalire il vialetto con passo rapido, circospetto. Non importa che nei paraggi non ci sia nessuno, lui non può essere visto. Lei oziosamente si domanda, per un'ultima volta, se abbia preso la giusta decisione. Conosce la risposta, ma ormai non può (o non vuole) tirarsi indietro. Lui ora è davanti alla porta, un attimo soltanto di esitazione prima di suonare il campanello. Lei rimane alla finestra ancora un istante, sa di non avere più tempo per decidere. Si avvia alla porta, fa scattare la serratura, apre piano e lui è lì. Lei sorride stanca, appoggia una mano sul suo petto, afferra la sua giacca, facendo attenzione a non stropicciarla e lo attira dentro casa, per un ultimo peccato, per un'ultima follia.

sabato 17 maggio 2008

Amore di parole

Leggo le tue parole che mi raccontano un amore che non conosco, leggo le tue parole che aprono il mio cuore verso la tua vita, che diventa mia, in questa sera di pioggia e vuoto, in questo appartamento di polvere e rimpianti, mentre aspetto tranquilla un destino che non ho compreso, mentre aspetto ancora le tue parole che mi facciano volare oltre questo cielo, mentre aspetto le tue parole che sgorgano dal tuo corpo lontano.

sabato 10 maggio 2008

Dietro ad un muro

Sbircio, dietro ad un muro il tuo corpo scoprirsi, un vestito scivola ai tuoi piedi lasciandoti nuda, la pelle dorata dal sole, sandali abbandonati in un angolo, ed immagino le mie mani su di te, tremanti per l'emozione di sfiorarti, immagino il tuo odore ed il tuo sapore sulle mie labbra, nascosta da questo muro di pietre e sabbia che ci separa, celandomi ai tuoi occhi neri, celando il mio corpo sudato nel sole di questo deserto, celando la mia eccitazione ed il mio desiderio. E non mi resta che lasciare cadere ai miei piedi il mio vestito stanco, scalciare via questi sandali dal tacco troppo alto e restare lì, nuda, indifesa, a farmi sbirciare da te che stai dall'altra parte di questo muro.

mercoledì 7 maggio 2008

Una domenica

Lei aveva attraversato la piazza veloce, i tacchi rumorosi sul selciato, il vestito della festa che svolazzava impertinente scoprendole le gambe, lo sguardo fiero, altero quasi, in quella domenica mattina di sole ed aria fresca. Io la osservavo indolente, seduto ai tavolini di un caffè, immaginando la sua biancheria accarezzarle la pelle, il profumo dei suoi capelli neri, mentre si dirigeva verso un portone socchiuso, poi la vidi sparire ed intuii i suoi passi salire le scale, una porta aprirsi e lei sarebbe stata lì, pronta a donarsi ad uno sguardo estraneo, mentre io sorseggiavo lento il mio caffè freddo e la gente si avviava a messa, in mezzo al suono di campane festanti.

lunedì 5 maggio 2008

Parole proibite

Mi sussuri le tue fantasie proibite, mi obblighi a compiacerti con parole che non oso nemmeno pensare, e tu mi trattieni con le tue braccia perché io non possa sfuggirti, la mia bocca vicino al tuo orecchio avido di sospiri, sdraiati in un parco in mezzo ad una folla ignara della nostra eccitazione, il tuo profumo mi inebria mentre le tue labbra sfiorano il mio collo, mi mordi forte, segni sulla pelle che domani si tingeranno di viola, e poi un treno che corre veloce fra risaie allagate, gli argini fioriti di papaveri, chiazze di colore nel sole di un tramonto di calda primavera.